Ciao Adottaunciao!
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Mistero svelato!
Il prezioso lavoro di ricerca della Fondazione Piaggio e di Adottaunciao ha consentito di fare definitivamente chiarezza sul mistero dei Ciao con il numero di telaio inferiore a 1001. Da quanto rilevato sui volumi storici, la produzione dei ciclomotori Ciao risulta essere iniziata ufficialmente nel mese di giugno 1967 con il numero di telaio *101* per il modello C9N1T e *102* per il modello C7E1T. I primi due Ciao destinati alla commercializzazione vennero entrambi venduti in Finlandia il 16 giugno 1967.
Stando sempre a quanto riportato sui volumi storici, risulta che sia stato prodotto anche un Ciao con numero di telaio C7E1T *100*: lo si rileva da una brevissima nota trascritta sul volume nella pagina precedente all’inizio della produzione. Il Ciao *100* non è mai stato commercializzato, poiché – sempre secondo la nota – destinato a uso garage interno.
Pertanto, dai volumi storici risultano essere stati prodotti e venduti ciclomotori Ciao con numero di telaio inferiore a 1001; rimane sconosciuto, invece, il motivo per cui nei registri dei “Dati Matricolari” tutti i ciclomotori siano classificati a partire dal telaio 1001: l’ipotesi più plausibile è che ci sia stato un errore di scrittura oppure di ricerca o di trascrizione.
Ed ecco quanto rilevato a proposito degli unici due Ciao conosciuti con numero di telaio inferiore a 1001. Al C9E1T *256* del Museo Piaggio, del quale non è noto il numero di motore, è abbinata questa dicitura: “Ritirato in via definitiva dall’Ati”. Perciò, essendo l’Ati un ente interno alla Piaggio, si può ragionevolmente supporre che non sia mai entrato in circolazione.
L’ormai noto Ciao C7N1T *850*, invece, risulta abbinato al motore originale C1M *443* ed è stato venduto a Mestre, in provincia di Venezia, nel 1967.
Adottaunciao è ovviamente orgogliosa di aver contribuito ad aggiungere un prezioso tassello alla meravigliosa storia del Ciao. E ringrazia l’impegno e l’interesse dimostrato dalla Fondazione Piaggio nella ricerca della verità storica.
