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Ciao Adottaunciao!
Benvenuti nel nuovo Adottaunciao. Questo è un post di esempio e questo sito è in ricostruzione.
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Il Ciao R2 di Pinco2712
Mistero svelato!
Il prezioso lavoro di ricerca della Fondazione Piaggio e di Adottaunciao ha consentito di fare definitivamente chiarezza sul mistero dei Ciao con il numero di telaio inferiore a 1001. Da quanto rilevato sui volumi storici, la produzione dei ciclomotori Ciao risulta essere iniziata ufficialmente nel mese di giugno 1967 con il numero di telaio *101* per il modello C9N1T e *102* per il modello C7E1T. I primi due Ciao destinati alla commercializzazione vennero entrambi venduti in Finlandia il 16 giugno 1967.
Stando sempre a quanto riportato sui volumi storici, risulta che sia stato prodotto anche un Ciao con numero di telaio C7E1T *100*: lo si rileva da una brevissima nota trascritta sul volume nella pagina precedente all’inizio della produzione. Il Ciao *100* non è mai stato commercializzato, poiché – sempre secondo la nota – destinato a uso garage interno.
Pertanto, dai volumi storici risultano essere stati prodotti e venduti ciclomotori Ciao con numero di telaio inferiore a 1001; rimane sconosciuto, invece, il motivo per cui nei registri dei “Dati Matricolari” tutti i ciclomotori siano classificati a partire dal telaio 1001: l’ipotesi più plausibile è che ci sia stato un errore di scrittura oppure di ricerca o di trascrizione.
Ed ecco quanto rilevato a proposito degli unici due Ciao conosciuti con numero di telaio inferiore a 1001. Al C9E1T *256* del Museo Piaggio, del quale non è noto il numero di motore, è abbinata questa dicitura: “Ritirato in via definitiva dall’Ati”. Perciò, essendo l’Ati un ente interno alla Piaggio, si può ragionevolmente supporre che non sia mai entrato in circolazione.
L’ormai noto Ciao C7N1T *850*, invece, risulta abbinato al motore originale C1M *443* ed è stato venduto a Mestre, in provincia di Venezia, nel 1967.
Adottaunciao è ovviamente orgogliosa di aver contribuito ad aggiungere un prezioso tassello alla meravigliosa storia del Ciao. E ringrazia l’impegno e l’interesse dimostrato dalla Fondazione Piaggio nella ricerca della verità storica.
Milk
In questi giorni, nelle sale cinematografiche viene proiettato Milk, diretto da Gus Van Sant: un film che racconta la vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato a essere eletto per una carica politica. E tutto questo, cos’ha a che fare con il Ciao? Beh, nel film, che ha per protagonista Sean Penn (nel ruolo del Consigliere omosessuale) e che ha già ottenuto otto candidature ai Premi Oscar del 2009, una scena ha per protagonista un Ciao che sfreccia sulle strade di San Francisco. L’avvistamento è di Tums, che ci ha inviato il fotogramma che riprende il Ciao. Se avete qualche altra segnalazione da fare, parliamone nel forum.
Ciao erre 2 (1974)
Nel 1974, il Piaggio Ciao Arcobaleno si evolve nel Ciao erre 2. Su questo modello viene montato un nuovo proiettore predisposto per il montaggio del tachimetro, uguale nella forma a quello del Ciao Super Confort Arcobaleno, ma di plastica grigia metallizzata, come le rinnovate bandinelle laterali. Le manopole ritornano a essere nere e il manubrio a U. Vengono eliminati i tiranti laterali dei parafanghi; sul parafango anteriore, lievemente più corto, viene applicato un piccolo paraspruzzi. Cambiano anche le leve dei freni, che ora terminano con una pallina. La bobina d’accensione viene fissata sul telaio dalla parte della catena. Dal 1978 cambia la scritta sul serbatoio: la scritta “ciao” viene spostata sulle fiancatine laterali, mentre sul serbatoio viene applicata la scritta Piaggio in stampatello maiuscolo.
C7N: ruote da 17 pollici, sospensione anteriore rigida e freni a tamburo (solo per il mercato estero);
C7E: ruote da 17 pollici, sospensione anteriore elastica e freni a tamburo;
C7V: ruote da 17 pollici, sospensione anteriore elastica, variatore e freni a tamburo.
Iscrivi il tuo Ciao al Registro Italiano
Per non disperdere il patrimonio di storia e costume legato al ciclomotore Piaggio per antonomasia, la Commissione Motorismo del CSI ha costituito il Registro Italiano Ciao, che censirà gli esemplari circolanti con trenta o più anni d’anzianità e per i quali si propone di stipulare una convenzione assicurativa che non discrimini i veicoli non targati.
Per promuovere la tutela e la diffusione della conservazione e/o del restauro, assicurare l’assistenza tecnica e l’accertamento delle caratteristiche originali, lo scambio di informazioni, fotografie, documentazione e contatti tra possessori, il Registro Italiano Ciao ha ora anche un proprio spazio web sul sito Adottaunciao.it, con il quale la Commissione Motorismo ha raggiunto un accordo di collaborazione.
“Al Ciao – dichiara Giancarlo Catarsi, responsabile della Commissione – sia quindi riconosciuta la stessa dignità degli altri motoveicoli storici. Ai comuni proponiamo di far circolare liberamente, in deroga alle ordinanze antinquinamento, gli esemplari in regola con la revisione e iscritti al Registro Italiano Ciao. Anche una regione come la Toscana, segnalatasi per la propria intransigenza, ha riconosciuto che i veicoli storici sono una esigua minoranza che certo non incide sull’inquinamento.
“Se si considera – conclude Catarsi – che l’accordo di programma proposto ai comuni toscani mira a ridurre non lo smog in generale ma le emissioni di polveri fini (PM10), non c’è infatti alcuna giustificazione che induca i sindaci ad includere nei divieti i ciclomotori storici, specie se a due tempi, sia in quanto essi sono solo marginalmente causa delle PM10, sia per il loro numero esiguo e in continuo calo. Già nel 2000, per esempio, la relazione annuale sulla qualità dell’aria del Comune di Firenze attribuiva il 96% delle emissioni causa di formazione delle polveri fini agli impianti di riscaldamento (47%) ai veicoli diesel commerciali (39%) ai veicoli diesel pesanti (10%)”.


